mercoledì 28 aprile 2010

Le relazioni pericolose...


Cosa sono esattamente le relazioni pericolose?
Un nodo di cattiveria e astuzia dove l'amore non esiste, ma viene sostituito dalla vendetta, dal senso di potere, dal possesso.
Tutto questo mirabilmente costruito in un film da oscar (Les Liaison dangereuses, by S. Frears) mi ha impressionato, mi ha ... spaventato.
Tanta cattiveria tutta insieme, senza alcun ritegno, senza alcuna vergogna, in un essere umano non l'avevo mai vista ne' mai immaginata!
Film ammirevole e ben costruito.
Ma nella vita ... quali sono le nostre relazioni " pericolose" ?
Quelle che ci fanno del male o quelle fatte per "convenienza"? Quelle che sono tenute insieme dall'odio e dalla rivalità o dalla gelosia?
Insomma quelle legate dalla falsità!
Quante se ne annoverano nella nostra vita e nella vita degli altri ... ancorchè meno intense?
Tante o poche non ha importanza, ciò che è rilevante è che probabilmente nella vita di ognuno di noi si insinuano i rapporti spinti dalla gelosia e dalla vanità, spinti dalla convinzione che un rapporto falso può diventare un'arma utile per materiale da usare contro qualcuno o qualcosa all'occorrenza.
Come Madame de Merteuil e il Conte di Valmont.
Mi piacerebbe studiare quei volti che nascondono sentimenti ben più profondi e pericolosi di quelli di facciata. Mi piacerebbe sentire i pensieri dietro alle parole di circostanza.
Tanta astuzia mossa solo dalla vanità ... è possibile, mi chiedo?
In ogni caso è impressionante.
E' spaventoso.

martedì 6 aprile 2010

I really need to draw....









Di solito quando avevo tempo disegnavo. Mi rilassa e mi dà una concentrazione che mi permette di isolarmi dal mondo intero!
Adesso da quando ho dovuto dedicarmi allo studio intensivo per il prossimo test di ammissione ho avuto poco tempo per dedicarmi ai miei disegni, poco tempo per dedicarmi ai colori. Troppo tempo passato sui libri, troppo tempo passato al "lavoro". Mi manca la carta, mi mancano i colori, proprio adesso che ho così tante ispirazioni il tempo mi sfugge ancora così non mi resta che aspettare, fare una cosa alla volta, concentrarmi sullo studio, poi mi dedicherò alla mia passione tutta privata: il disegno! Intanto sfogliando le foto fatte ad alcune piccole "creazioni" posto questi ricordi qui... aspettando di tornare a creare!
Notte*
[these drawings are all my own creations and I love them all so much!]
N°joY

Un lunedì speciale!








Non certo perchè fosse Pasquetta. Forse anche, ma soprattutto perchè siamo usciti, dopo tanti giorni di studio e lontananza, insieme. C'era il sole (ed era ora!), ho potuto vestirmi in maniera agréable (ho scelto il blu, il bianco, il rosso, le strisce marinaresche e la pelle bistrattata. Il tocco in più: il foulard quasi classico, per spezzare!).
Ci voleva, del tempo da dedicare a noi, lontano dai libri all'aria aperta e al sole, dopo giorni di piogge torrenziali e maligne, dopo un inverno freddo, ci voleva proprio.
Con noi c'era anche la mia cagnolina, Lilly. Per lei lo stile è semplice ma alla moda: un collare a strisce bianche rosa (panna e fragola!!!).
N°joy
la primavera tanto attesa oggi sembrava proprio arrivata e noi ne siamo felicissimi (si vede?!!!).

*

domenica 4 aprile 2010

HAIR CUT!


Ladies and Gentlemen I ABSOLUTELY NEED TO CUT MY HAIR!!!!!!!
I'm gonna post a picture of my face and my beautiful long hair!
I wanna cut them: HOW?
PLEEEZE I NEED LOTS OF SUGGESTIONS FROM ALL OVER THE WORLD ON HOW SHOULD I CUT MY HAIR OFF!!!
TELL ME GUYS, send me pictures and suggestions!
I love my hair but now the time has come to leave them on the floor!
Help me and give me some suggestions*
THAKS A LOT TO ALL OF YOU-.-*
BYE
A*

venerdì 2 aprile 2010

OUTFIT OF TODAY








Oggi mi sono concessa una brevissima pausa dallo studio assiduo per fare 1 salto fuori al sole e un giretto rapido. Questo era lo stile di oggi pomeriggio! Hope u like it. N°joy

[Coat: a present; Scarf: my cousin's present; Shirt+cardigan: ZARA; Lilac Jeans: Benetton; Belt: snakeskin belt -bought in Forte dei Marmi marketplace-; Ballets: lolita; Necklaces: turquoise necklace+ buddhist rosary -bought in Taiwan- Swaroski heart necklace-a present from by boyf.- I think it's all I'm wearing in the pictures!!!!]

giovedì 1 aprile 2010

I REALLY NEED SPRING, FLOWERS AND SUN !!!






Oggi il tempo ha avuto ancora da ridire e la pioggia a vinto di nuovo sul bel tempo. Ormai secchia un giorno sì e un giorno no, con temporali furiosi come le piogge equatoriali.
Per quanto ami l'acqua non posso dire che non mi stia innervosendo questo modo di fare del clima, soprattutto perchè più che sottolineare che sta arrivando la primavera sembra che stiano annunciando l'inverno!

I DEFINITELY NEED SPRING, FLOWERS AND SUN!!!*



[these pictures are taken from : NellieLovesVintage ]

mercoledì 31 marzo 2010

Mi piace creare neologismi


Sì mi piace molto creare neologismi, nuove parole, nuovi aggettivi, nuovi ... verbi!
Non ci sto a pensare delle giornate, sono per lo più parole che mi capitano in testa per caso, parole che magari sbaglio a dire e le tengo per buone, altre volte invece è un collegamento diretto a quelle che sto usando e a quello di cui sto parlando!

La parola di oggi è un verbo: Nannàre= v. intrans. andare a letto, o andare a nanna; coricarsi.

[Questa foto la adoro, credo sia una abitazione hinoi, l'ho trovata nei meandri dei tumblr che seguo ed è la mia preferita in assoluto!]

Gnocchi al Pomodoro a mezzanotte


Non so cosa mi sia successo, ma ... mi è venuta una voglia matta di mangiare un piatto di gnocchi al pomodoro!!!!!! CHE BUONIIIII!!!*
Peccato siano le 00.13 a.m. e siccome non sono incinta non ho scuse per farmeli preparare!!!!!! Dovrò aspettare domani a mezzogiorno, quantomeno ma intanto mi consolo con questa favolosa immagine invitante!!!

martedì 30 marzo 2010

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Questa la dedico a noi *-*



Qui piove a intermittenza e la cosa non solo mi mette nostalgia ma mi rende ancora più difficile studiare (anche se rinunciare al sole per stare sui libri anche quello non aiuta!).
Mi manca così tanto il mio ragazzo che ci sto pensando da quando ho aperto i libri!
Non vedo l'ora che arrivi il w.e. per passare del tempo insieme. Questa la dedico a lui*

La mia collana di carta





Oggi sfogliando le vecchie foto per rimetterle un po' in ordine, mi è capitata "tra le mani" una foto di stile, che mi piace molto, che mi ricorda l'estate scorsa, ma soprattutto mi fa venire voglia che arrivi in fretta l'estate!*
La mia collana di carta (comprata lo scorso anno durante il FuoriSalone alla Boutique Fabriano, via Ponte Vetero, MI) e la mia camicettina a fiorellini fucsia perfettamente in tinta con la collana (quella è di H&M, ultimissima taglia super slim!!!) -gli okkiali sono di Prada-

hope u like them! N°joy!

sabato 20 marzo 2010

Il mio regno (o quasi!) per un'agenda!


Perchè io amo le agende! Anzi no: sono una maniaca delle agende, perchè non solo mi piacciono, ma mi piace curiosarci dentro, ovviamente in quelle degli altri, mi piace scoprire stili diversi di scrivere, di raccogliere fogli, appuntamenti, flyers, insomma di raggruppare i tratti principali delle proprie giornate dentro ad una copertina! Le agende per me sono come scrigni segreti, che nascondono mondi infiniti. Ricordi, appuntamenti, cose da fare, il passato, il presente e il futuro (soprattutto) organizzato nei modi più svariati a raccontare cosa siamo, ma anche come siamo: caotici, micrografici, colorati o asettici, ordinati, sbarazzini, infantili.
C'è chi dell'agenda ne fa una propria estensione e quindi l'agenda gli rassomiglia in tutto e per tutto, una copia in miniatura di quello che sono. Altri invece ne fa un piccolo vezzo, un neo che rappresenta una parte segreta, che rappresenta ciò che gli altri non sempre vedono.
E le dimensioni? Qui le dimensioni contano davvero. Perchè non sono solo indice di ciò che ci serve, ovvero avere tanto spazio o poco spazio, ma del nostro carattere, di ciò che abbiamo da fare e più banalmente di dove deve stare l'agenda e quindi: quanto spazio c'è nella borsa! Grandi, grandissime, oppure piccole o piccolissime, quasi mignon. E non fatevi ingannare perchè in tutto questo la misura più di tutto riflette un complesso modo di vedere la vita. Chi la porta piccola, ad esempio, può portare la sua vita sempre con se', in mano, ma anche in tasca, il che non significa che abbia poche cose da fare, anzi! Chi la porta grande è perchè organizza la vita secondo grandi spazi, magari ha tante cose da fare, ma all'occorrenza sa viverne anche senza (molto spesso quelle più grandi riguardano il lavoro, quindi uno se può se lo lascia alle spalle all'occorrenza!). Chi la porta media è apparentemente bilanciato, cioè a metà degli estremi, ha cose da fare, ha un discreto spazio nella borsa, può portarla con se' quasi sempre, il più delle volte a mano, a vista, perchè in tasca non ci sta; questo è indice di una discreta sicurezza in se' stessi, di un modo di prendere l'agenda per quello che è: una utile compagna di viaggio quando serve, che si adatta a varie situazioni.
I colori e i tessuti sono un moderno Arlecchino, una tavolozza degna dei migliori espressionisti! I colori più classici li conosciamo tutti, stanno spesso ad indicare un ambiente non molto elastico, o dei gusti passpartout (anche Chanel si basava in maniera prevalente su 4-5 colori must, che non subivano la moda, non invecchiavano, non venivano scoloriti dal tempo e che erano tanto malleabili quanto la creta!). Ma non tutti riescono a dare sfogo al proprio estro creativo con i "soliti" colori. Molti hanno bisogno di divertirsi, di esprimersi meglio, di lasciare un segno, di distinguersi dalla massa. Ecco che allora nascono i colori più svariati, i toni dell'azzurro, i toni del rosa e del porpora, gli arancioni, i gialli, i grigi, il jeans, le righe, i fiori, i pois e quant'altro! Così anche i giovani si sono adattati all'agenda. O meglio l'agenda si è adattata ai giovani!!! La società corre in fretta, le cose da fare sono sempre di più, tenere a mente tutto non è facile per nulla e l'aiuto di un agenda non guasta mai!
Non si pensi che ci si dimentica delle agende elettroniche, non sia mai!
Anche quelle vanno annoverate nella grande famiglia, ma le loro caratteristiche sono ormai tutte cose simili ed estese, ma allo stesso tempo non potranno mai sostituire un bel pezzo di carta!!! Per cui mi permetto di sorvolarle, anche perchè è difficile curiosare tra le pagine elettroniche, senza contare le varie password di protezione. Per altro sono tutte talmente asettiche e identiche che è difficile capire qualcosa di chi le possiede, per cui non attirano quasi per nulla il mio interesse, se non per quei piccoli e intelligenti smart-phone che ti permettono di avere più funzioni insieme, ma di solito non è possibile attaccarci foglietti, foto, cartoline, inviti etc, per cui non permettono di dare sfogo al proprio estro creativo ed organizzativo come invece dà la possibilità un'agenda cartacea.
Quindi torniamo alle agende cartacee.

[picture from Fabrabbit.Flickr]

giovedì 4 marzo 2010

Gelosia gelosia, la più brutta bestia che ci sia!

Questa mattina mi è venuta in mente .... La Gelosia!
Questo sentimento, che personalmente sono perlopiù incapace di provare, mi riguarda non poche volte, vedendomi come l'oggetto della gelosia, o il soggetto.
La gelosia è un sentimento piuttosto complesso, spinto da molte motivazioni, spesso concomitanti. "La gelosia, questa brutta bestia!" dice la mia mamma! La gelosia che distrugge chi la prova, ma anche chi la riceve, incastrandosi tra piccole frasi buttate lì quasi per caso.
La gelosia è un sentimento che coinvolge almeno due persone, ovvero due persone o più. Solitamente c'è un soggetto che prova gelosia e un soggetto che la riceve, cioè che è l'oggetto stesso della gelosia. Se raddoppiate esponenzialmente il soggetto e l'oggetto ottenete un complesso intreccio di sentimenti e di rimandi, una partita a Risiko su scala reale.
La gelosia credo di averla provata davvero poche volte, e più che altro era rivolta ad oggetti reale e non a persone (il mio motto prediletto è vivi e lascia vivere, per cui la gelosia per le persone mi riguarda davvero poco). La gelosia in amore nemmeno mi ha mai riguardato, ne' provata ne' ricevuta.
E la gelosia in amicizia, la conoscete? Io sì.
Non credo proprio di averla mai provata, forse in un rapido frangente, subito dimenticata; ma credo di esserne stata oggetto.
Per me che ammettere di essere oggetto di gelosia significa ammettere allo stesso tempo un proprio valore intrinseco (automatismo concettualmente sbagliato, che comporta la presunzione di sapere perchè una persona sia gelosa, cosa che in realtà non possiamo sapere; ma del resto è altrettanto difficile ipotizzare che si provi gelosia per qualcosa di peggio, si dà per scontato- forse troppo scontato- che i nostri sentimenti tendano verso qualcosa di meglio, o percepito come migliore) è molto difficile ammettere che ci sia qualcuno effettivamente geloso di me, ma ora devo ammettere che ..... certi comportamenti, certe parole mi hanno svelato un sentimento che credo si avvicini molto alla gelosia e messo davanti ad uno specchio ne rifletterebbe i tratti essenziali.
Questa cosa non mi inorgoglisce, certo. Perchè dovrebbe?
Ma mi crea una strana sensazione... che non so definire, ma che non è ne' positiva ne' negativa! Come un dato di fatto, che però non mi lascia del tutto indifferente. Forse mi diverte!
Perchè fondamentalmente ritengo debole una persona gelosa, ovvero che entra in uno stato mentale complesso dal quale rimane soggiogata e ingannata, mentre l'oggetto di gelosia, fintanto che questo sentimento non diventi violento e ostacolante, può in parte usarlo a proprio favore, traendone una minima forza intrinseca che deriva dalla riconferma del proprio valore, seppure riconfermato da altri!
Io, personalmente, ne rido!
Mi fa tanto ridere, ma non mi sposta di un centrimetro da dove mi trovo!
Ahahahhhh!

mercoledì 3 marzo 2010

Ma da dove eravamo partiti a parlare di Christopher Morley, libri e affini?
Ah eravamo partiti dai libri, appunto!
Per arrivare esattamente dove?

....




Uhmmm questo non lo so! Non lo posso sapere finchè non ci arrivo, tecnincamente, perciò....

... aspettiamo e vediamo!

E di solito quando poi inizio, non seguo un percorso predefinito, ne' una storia già scritta, al contrario mi piace seguire anello per anello dove finisce la catena! Perchè ogni anello si attacca a due diversi gemelli uno prima e uno dopo, giusto? Giusto.
E infatti un giorno, distrattamente e quasi automaticamente sono entrata in un'altra libreria, questa volta era la Libreria Utopia, in via Moscova a Milano (mia costante fonte di ispirazione e inaspettate sorprese piacevoli). Spontaneamente attirata verso i libri della casa Ed. Sellerio, dal loro blu romantico e molto sensuale, li ritrovo tutti in fila come soldatini, stipati stretti uno accanto all'altro in una linea piuttosto ben fornita. Li sfoglio rapidamente con gli occhi, più e più volte, avanti e indietro, giusto per gustarmi gli autori e i titoli, ammaliata dall'ordine e dallo stile. Christopher Morley! Uh?! mah? Ah già, il Parnaso! Ha scritto un altro libro?
[Precisazione importante: mi rendo perfettamente conto che è improbabile, o quantomeno non augurabile, che un autore scriva un solo libro, ma come ho detto io di solito mi faccio trasportare dal vento delle coincidenze e non seguo mai una linea, ne' retta, ne' curva, ne' altro, ne conviene che non vado a ricercare ardentemente tutti i libri che ha scritto un autore di cui ho letto un libro che mi ha colpito, non sono per nulla sistematica in questo! Per cui non avevo minimamente pensato di cercarmi un altro libro di Morley!].
Be' ad ogni modo, al di là delle righe e delle catene, lo comprai senza esitazione, perchè mi ricordavo quanto mi divertii nel dedicarmi alle pagine del Parnaso; e questa volta il titolo era altrettanto attraente : "La libreria stregata", di Christopher Morley appunto.
Che così si racconta:
"Questo negozio è infestato dagli spettri della grande letteratura, suoi ospiti; noi non vendiamo falsità né scarti. Gli amatori di libri sono qui i benvenuti, Nessun commesso verrà a mormorarvi nelle orecchie:- fumate pure - ma non lasciate cadere la cenere, prego! "
[La libreria stregata, C. Morley]


Be' per sfatare una tautologia bisogna sviscerarla, studiare, leggere, cercare dove si può trovare qualcosa. E quindi ho girato un po' di librerie, con estremo piacere, e l'ho trovato!
Eccolo lì, il mio parnaso (che io ho chiamato fin dall'inizio Pernaso, e a volte mi sbaglio ancora), un po' rovinato perchè letto e vissuto a fondo!!!! Che curioso! Brillante e ben scritto- particolare. Non un best seller, ma sicuramente un piccolo scrigno da scoprire.
Non vi dico di cosa parla, ma è un viaggio tutto da scoprire.
E poi la cosa che mi ha impedito di esitare anche solo per un secondo: la casa editrice Sellerio- adoro adoro adoro i loro libri, le copertine di quel tipo di carta, con dei disegni particolari, silenziosi e senza pretese ma molto eloquenti allo stesso tempo.
E ora che ci penso mi viene in mente anche la libreria dove ho comprato il libro: si chiama "Libreria del mondo offeso", a Milano in corso Garibaldi, uno scrigno che contiene tanti altri piccoli scrigni gioiello! E adesso che la cerco guardate cosa ho trovato ........ .... .... !




Allora dicevamo libri ...llibri, libri, libri.












Ma in particolare:un libro. Anzi due! Di un autore scoperto per caso. Scoperto tramite un filo di informazioni concatenate.
Sono partita da un articolo. Era Settembre e, in occasione del FeStival della Letteratura di Mantova (alla quale ogni anno vorrei presenziare, senza mai riuscirci!) c'era un articolo su "Io Donna" che raccontava la favolosa cittadina di Mantova (che mi propongo di visitare al più presto). Delle foto favolose presentavano degli scorci di una libreria, che mi colpì immediatamente per il gusto "inusuale" e particolare: Il Pensatoio: un nome, un programma.
Così sono andata immediatamente a vedere il sito internet di questa libreria!
Eccolo lì: il libro dalla copertina e dal titolo perfetto : "Parnassus on wheels".
Non sapevo nulla di questo libro. L'autore? Sconosciuto!



Il titolo però mi incuriosiva molto! Il parnasso.... ma cos'è un parnasso?
Difficile da definire. "Termine non trovato", dice il vocabolario. E se controllate su Wikipedia vi riporta al mio libro. Quindi: una tautologia, il parnasso è ... ... ... un parnasso!



lunedì 1 marzo 2010





Comitato pari opportunità (CPO)a Milano con Lella Costa, nel giorno dedicato alle donne, per festeggiare il pareggio tra i sessi, per cancellare quei gradini che ci separano, per ridicolizzare e ridere di quegli insulti velati, nascosti sotto finti complimenti, sotto scuse ridicole e banali, con giustificazioni infantili, che non si userebbero nemmeno per "bigiare" a scuola, che sono un ulteriore insulto alla nostra intelligenza.
Perchè purtroppo anche oggi, ancora nel 2010, le opportunità non sono ancora paritetiche.

Io ci vado. E il mio ragazzo mi fa il più regalo per la festa della donna: viene con me! Lo amo anche per questo.

domenica 28 febbraio 2010

Una Moleskine alla Vaniglia




Oggi ho pensato ad un argomento che racconti di me, che mi stia a cuore, di cui voglio parlare e raccontare e che allo stesso tempo mi racconti e mi descriva!
E l'ho trovato! Anzi per essere sinceri il percorso è avvenuto all'incontrario, cioè prima mi è venuto in mente l'argomento e poi ho capito che mi descriveva alla perfezione e che se avessi dovuto scegliere un solo tema (che per altro ne contiene due!!!) avrei dovuto scegliere proprio quello!
Ovvero ... ... .... Il Caffè Littéraire, ossia diari, quaderni e bistrots!
Allora spieghiamo tutto dall'inizio.
Io sono una dottoressa e per raccimolare qualche soldino seguo delle gare sportive, insomma mi diletto nell'arduo compito del medico di gara!
Questa mattina ero dalle parti di Lecco, piuttosto lontana da casa, in amplissimo anticipo rispetto all'ora accodata. Naturalmente, come è ovvio, di domenica così presto non c'è in giro quasi nessuno, nemmeno un numero minimo utile per chiedere informazioni stradali. Arrivata vicino al posto che in quell'agglomerato di cemento e freddo polare sembrava rassomigliare a quegli stabili di solito definiti palestre (a me ormai sconosciute e rapidamente dimenticate dopo il diploma), alzo lo sguardo e noto un singolare e quantomai piacevole baretto proprio accanto alla suddetta struttura comunale. "Geniale!" penso. Quel caffé mi piaceva tantissimo, e mi è per altro piaciuto subito (quello che di solito le persone troppo ricche di zuccheri nel sangue definiscono amore a prima vista).
Tutto in vetro: molta luce e sensazione di maggiore spazio aperto e di "respiro".
Colori chiari e piccoli contrasti: originale e piacevole, con un immediato recall ai fondamentali di ogni bistrot-caffè, cappuccino, gelato, vaniglia e cioccolato, zucchero e panna-.
Qualche nota di colore originale: tavolini in "mosaic-like"bianco e nero, sedie da giardino in ferro smaltate, di quelle con un po' di riccioli che però non appaiono mai ne' pacchiane de' ridondanti roccocò.
Il tocco di stile: i giornali sia esposti sugli scaffali a vista sull'esterno accanto a bottiglie di vino, sia riposti in un ordinata rinfusa su un tavolo all'interno; quel qualcosa in più lo facevano i titoli, dalla Gazzetta rosa a COLORS fino a CASE DA ABITARE, con i tocchi in vetrina dei MilleLire, piccoli assaggi di cultura e quant'altro al prezzo del nome.
I prodotti? Zuccheri aromatizzati, abbinati ad un buon cappuccino o un caffè valgono almeno una colazione, le cioccolate e i gelati valgono merende a ripetizione!
Le tessere per i clienti abituali erano appese in maniera intelligente ad una parete con una fila di chiodi su un pannello di legno, come sul portacihavi da parete, ed erano tessere, contrariamente dal solito, per nulla pacchiane o "burine", anzi, molto artistiche e semplici permettevano anche di capire al volo che il locale non era solo un semplice caffè, ma che proponeva anche gelati, svariate cioccolate, aperitivi, cappuccini e colazioni varie.
Il tutto in un mix di estrema originalità del tutto personale, perfettamente integrata nell'ambiente di paese, cioè semplice ma originale e soprattutto inusuale. Senza esagerare, senza strafare, volendo risalire dal low profile e dal classico "circolino" di paesello, senza volare troppo in alto andando fuori dalle righe.
Voto: 10 +
La ciliegina sulla torta? Il nome: Vaniglia.


[Vaniglia, via Aldo Moro 2/B, Olgiate Molgora, LC]


Ma questo è l'inizio della storia che mi ha portato fino a qui, solo l'inizio.
Questa sera ripensavo a quel caffè e questo mi ha ricordato lo smacco che ho provato nell'aver dimentica a casa il mio diario di viaggio (Moleskine), dove avrei potuto annotare i miei commenti e le mie impressioni a caldo, oltre che poi venire a raccontarle qui; ma evidentemente non tutto viene poi per nuocere e, in effetti, ogni medaglia ha due facce!
Nel momento in cui ho ripensato alla mia Moleskine (scusate la pubblicità, ma è il diario che sto usando al momento!) ho collegato immediatamente le due cose: diario e caffé e naturalmente ne è nato il Caffé Littéraire.
La passione che ho tanto per la scrittura che è sorpassata da quella per il materiale da scrittura, soprattutto quaderni e diari, si fonde perfettamente perchè a parimerito con l'attrazione per i bar, i caffé, i bistrot e i piccoli ristorantini e locande in giro per tutte le città che mi trovo a visitare e vivere, anche se in modo non sempre costante.
In primis Milano, grande fonte di ispirazione a riguardo in quei piccoli segreti da scoprire aprendo gli scrigni delle vie più segrete. Poi tutte le altre. Tanto per i diari e la carta, nel senso più esteso e allo stesso tempo più particolareggiato che conosco, quanto per quei locali così accoglienti che ogni volta mi invitano ad accomodarmi, ordinare qualcosa e mettermi a scrivere.